Giol

dal 1427

l'esperienza conta

Abbiamo liberato il vino dai solfiti
I solfiti possono aiutare a preservare il vino dall'ossidazione e dagli attacchi batterici, ecco perché vengono usati abitualmente in vinificazione, durante l'affinamento e durante l'imbottigliamento. Purtroppo hanno enormi effetti negativi che superano, e di molto, i benefici:
• interferiscono con gli autentici profumi ed il gusto dei vini;
• rallentano la maturazione degli aromi;
• aggrediscono le papille olfattive e gustative rovinando l'assaggio e lasciando un retrogusto amaro;
• possono causare reazioni allergiche o di intolleranza.
I vini di alta qualità, come i nostri, sono migliori se prodotti senza l'utilizzo di solfiti perché:
• hanno profumi più autentici;
• sono più piacevoli in bocca;
• sono più digeribili.
Ma quanto durano questi vini? Da uno a due anni in base alla varietà. Hai tutto il tempo di gustarli prima. Produrre ottimi vini senza conservanti è realtà: scegli anche tu il gusto!

Luisa Giol
ha il privilegio di essere la proprietaria di questo Paradiso. Le splendide cantine furono fondate prima del 1427 e costituiscono assieme al Castello ed al Parco Storico la migliore testimonianza di una tradizione davvero secolare. Essendo il più antico produttore esistenti di Prosecco, Verduzzo e Raboso Giol ha il piacere e la responsabilità di promuovere l'eccellenza di questi vini: i numerosi e prestigiosi premi internazionali fanno di questa azienda il più premiato produttore di Prosecco e Pinot Grigio biologici italiani. L'intera produzione è certificata Biologica dal 1993, Vegana e Vegetariana del 2008. Giol inoltre è stato pionere nel campo dei vini senza solfiti aggiunti ed è tra i più qualificati innovatori del settore.

NON ESISTONO VINI SENZA SOLFITI
Durante la fermentazione i lieviti producono solfiti anche se in dosi generalmente molto inferiori a quelle aggiunte dall'enologo. Dunque, se anche quest'ultimo decidesse di non aggiungerne una piccola quantità nel vino ce ne sarà ugualmente. L'abilità sta nel creare le condizioni (igiene dell'uve e nella cantina, tempi e temperature di vinificazione, selezione di lieviti poco produttori di solfiti, ... ) per le quali se ne formi la minor quantità possibile. -In etichetta trovi spesso l'indicazione "contiene solfiti". Non sui nostri. Perché? La legge obbliga ad inserirla se la quantità complessiva di solfiti presente in bottiglia (aggiunti + spontanei) supera i 10 mg/litri (quantità peraltro molto bassa!). Le dosi abitualmente aggiunte dagli enologi durante le varie fasi di lavoro sono di solito superiori a 100 mg/litro.

E'̀ comunque vietata la vendita di vini che ne contengano oltre 250 mg/lt perché oltre questa dose sono notevolmente dannosi alla salute. Su tutti i nostri 4 vini senza solfiti aggiunti siamo di molto al di sotto dei 10 mg/lt: ecco perché non dobbiamo inserire questa indicazione in etichetta. -Lo stesso lievito produce diverse quantità in base alle condizioni in cui è costretto a riprodursi: uve poco sane, temperature di fermentazione sbagliate, una scarsa igiene in cantina sono alcune delle condizioni che aiutano i lieviti a produrre più solfiti. Ecco perché alcuni produttori sono così ossessionati dalla pulizia e dai tempi di lavorazione delle uve e dei mosti. -La scelta del tappo è essenziale per preservare la qualità del vino dopo l'imbottigliamento. Il tappo di sughero è una pessima soluzione perché può essere causa di cattivi odori, ha un enorme impatto ambientale ed è fonte costante di ossidazione. Ecco perché abbiamo scelto per i vini fermi il tappo in alluminio: minor passaggio di ossigeno, nessun cattivo odore ed è riciclabile all'infinito senza scarti. Fai anche tu la scelta giusta: non rinunciare al gusto!

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